Pratiche edilizie comunali: quali e come?

Prima di iniziare un nuovo lavoro (che si tratti di piccole modifiche, manutenzioni, ristrutturazioni o nuove costruzioni) bisogna sempre capire la “Pratica Edilizia” a cui fare riferimento.

Possiamo dividere le “Pratiche” in due “Macro Aree” – NUOVE COSTRUZIONI – MODIFICA FABBRICATO ESISTENTE

Nel primo caso (Nuove Costruzioni) bisognerà rivolgersi sempre ad un tecnico abilitato, che dovrà presentare, nelle opportune sedi, il PERMESSO DI COSTRUIRE al quale andranno allegati tutta una serie di elaborati: planimetrie, sezioni, relazione tecnica, ecc.. Una volta presentato il tutto, bisognerà aspettare la risposta del Comune e solo dopo parere favorevole potranno iniziare i lavori.

Nel secondo caso (modifica fabbricato esistente) possiamo trovarci in tre situazioni:

Manutenzione Ordinaria Manutenzione Straordinaria Ristrutturazione

La Manutenzione Ordinaria NON modifica: distribuzione interna, volumi, facciate, strutture ecc.. . Sono esempi di Manutenzione Ordinaria: la demolizione e ricostruzione dei pavimenti, degli intonaci, sostituzione delle porte, sostituzione della caldaia (con altra di stesse caratteristiche, installazione o sostituzione di citofoni… Questo tipo di interventi NON necessitano di alcuna pratica edilizia.

Gli interventi più importanti comportano le modifiche di: distribuzione interna, volumi, facciate, strutture, impianti ecc..

Sono Manutenzioni Straordinarie le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino modifiche delle destinazioni di uso. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono ricompresi anche quelli consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’uso

Sono Ristrutturazioni gli interventi rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente. Tali interventi comprendono il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell’edificio, l’eliminazione, la modifica e l’inserimento di nuovi elementi ed impianti.

Nell’ambito degli interventi di ristrutturazione edilizia sono ricompresi anche quelli consistenti nella demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria di quello preesistente, fatte salve le sole innovazioni necessarie per l’adeguamento alla normativa antisismica nonché quelli volti al ripristino di edifici, o parti di essi, eventualmente crollati o demoliti, attraverso la loro ricostruzione, purché sia possibile accertarne la preesistente consistenza

La distinzione tra Manutenzione Straordinaria e Ristrutturazione non è sempre ben definita; importante è sottolineare che entrambi gli interventi necessitano SEMPRE di una pratica edilizia che varia a seconda dell’entità dell’intervento. Abbiamo la C.I.L.A. (comunicazione inizio attività asseverata) la S.C.I.A. (segnalazione inizio attività) E il P.D.C. (permesso di costruire); tutte e tre devono essere redatte da un tecnico abilitato.

Quali sono le differenze?

CILA: Si usa quando c’è un cambio della distribuzione interna (spostamento tramezzi) rinnovamento sanitari e servizi igenici ecc… i lavori potranno cominciare subito dopo aver presentato la pratica.

SCIA: si usa quando, oltre ai muri interni, l’intervento comporta anche piccole modifiche della facciata o interventi strutturali di modesta entità, quali ad esempio la apertura di varco su muro portante (in quest’ultimo caso dovrà essere presentata pratica al Genio Civile attendendo loro parere positivo). I lavori potranno iniziare dopo la presentazione della pratica al Comune (salvo eventuali pareri del Genio Civile).

PDC: Si usa quando i lavori comportano una variazione delle volumetrie del fabbricato, sarà quindi necessario ottenere il parere positivo del comune per procedere con i lavori.

Esistono poi le pratiche edilizie in Sanatoria che andranno a sistemare le anomalie o le inadempienze dei precedenti lavori o delle precedenti pratiche edilizie.

 

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